Il vero oro stiriano

Ci sono cose che mi prefiggo di fare e per le quali non sto più in pace finché non le ho portate a termine. Spesso mi rendo conto che si tratta di rigurgiti di gioventù: cose che a mente fredda non ci spenderei molte energie e pensieri, come partire in bici e farmi 120 km sotto il sole cocente di domenica scorsa. Altre cose, invece, faccio una gran fatica a portarle a termine. E questo mi accade soprattutto con le cose serie. Non so se sia più saggezza o ansia da rischio di fallimento. Magari facessi il super-giovane con tutto! Sono un monumento all’incompletezza.

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‘cause it’s my Life!

Oggi pomeriggio mi sono sentito chiedere come mai siamo disposti a spendere tanti soldi in un macchinoso trasloco, solo per portarci dietro una gran quantità di libri che abbiamo già letto, che difficilmente avremo la possibilità di leggere nuovamente e che i figli forse non avranno mai il tempo o la voglia di leggere, travolti dalla tecnologia che avanza. Libri, quaderni e altro materiale che tra l’altro potremmo forse essere costretti a spostare nuovamente chissà fra quanto tempo. E che dire degli arredi da parete e gli utensili da cucina, facilmente reperibili nell’onnipresente centro commerciale svedese? E i vestiti che abbiamo messo una sola volta nella nostra vita e probabilmente non metteremo mai più?

Spiazzato, ho saputo trovare una sola risposta: perché sono la nostra vita, la nostra memoria, che non vogliamo cancellare. E perché non abbiamo altro, oltre noi stessi e l’amore che ci tiene insieme.

Ω

Un salame all’Autogrill

Ho fatto il viaggio dello scorso fine settimana insieme a un collega di Monza. La sua auto è molto più nuova, comoda e performante della mia: per cui al ritorno non mi sono neanche azzardato a proporre un equo scambio. E non credo che ne sarebbe interessato. Per chi è abituato a percorrere molti chilometri (e lui è davvero uno di quelli che si fanno la strada da Graz a Milano tutti i santi fine settimana), starsene seduto al posto del viaggiatore è una specie di tortura e posso immaginare che lo sia ancor di più se l’auto su cui si viaggia è rumorosa, scomoda e non perfettamente condizionata.

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