Il vero oro stiriano

Ci sono cose che mi prefiggo di fare e per le quali non sto più in pace finché non le ho portate a termine. Spesso mi rendo conto che si tratta di rigurgiti di gioventù: cose che a mente fredda non ci spenderei molte energie e pensieri, come partire in bici e farmi 120 km sotto il sole cocente di domenica scorsa. Altre cose, invece, faccio una gran fatica a portarle a termine. E questo mi accade soprattutto con le cose serie. Non so se sia più saggezza o ansia da rischio di fallimento. Magari facessi il super-giovane con tutto! Sono un monumento all’incompletezza.

L’idea di farmi un bel piatto di fiori di zucca qui a Graz mi è entrata nella testa la prima volta che ho fatto un giro in bici nei dintorni, scoprendo le immense distese di terra riservati alla coltivazione delle cucurbite. Peccato che i locali non sappiano che “noi” siamo avidi mangiatori di fiori e che riservino le zucche solo alla raccolta dei loro semi per la premitura del loro olio. Sui banchi di frutta e verdura non c’è traccia dei fiori di zucca e, parlando con i colleghi, hanno tutti strabuzzato gli occhi a sentirmi parlare di fiori ripieni di mozzarella, ricotta e acciughe. Peggio per loro.

Ho aspettato un bel po’ prima di fare il “colpo di mano”. Questo è periodo della fioritura. Ognuna di quelle migliaia di piante sta producendo, dieci, venti fiori, dei quali solo due o tre diverranno delle zucche mature. Che spreco! Domenica pomeriggio, quindi, sulla via del ritorno, ho fatto una piccola sosta sul margine di un campo. Un prelievo, un prestito, per puri fini scientifici. Mi sono sentito un po’ come il norvegese o il giapponese su una baleniera. Certo però di non fare un danno apprezzabile.

E così, questa sera, per riprendermi un po’ dallo scoramento avuto prima di uscire dall’ufficio, pensando a tutto il da farsi, mi sono riconsolato preparandomi un bel piatto di farfalle ai fiori di zucca con speck sud-tirolese ed essenze di Ischia.

Mi fanno male le spalle per le pacche che mi sono dato. Non pensavo di saper cucinare così bene. Oppure è il piatto che si presta per i “praticanti” come me…

Per quest’oggi doppio post. Credo che andrà avanti cosi per i prossimi due mesi. Messaggi brevi e concisi. Non ho molto tempo per fermarmi a riflettere. Il tempo corre. Credo che riuscirò a riprendere fiato solo a trasloco completato. Per il momento non posso che improvvisare e scrivere rapidi messaggi, quando capita.

Ω

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