L’App che non esiste

Il traduttore da passeggio.

Mai come ora sento la necessità di uno di quei vecchi dizionari tascabili che andavano tanto di moda fino a qualche anno fa, prima dell’arrivo degli smartphone. Ho provato ad installare una, due, enne applicazioni che avrebbero dovuto aiutarmi nella traduzione istantanea delle frasi d’uso comune ma alla fine risultano lente, incomplete, inefficaci se non proprio dannose e si finisce con l’andare sempre ad intuito, provando ad immaginare il significato di una frase in modalità “autonoma”, AKA “ghe pensi mi”. L’approccio intuitivo almeno ci risparmia l’inutile sforzo della digitazione di una sequenza di parole incastonate come solo i tedeschi sono capaci di fare.

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