Dico di me stesso …

Sono italiano e mi trovo a Graz, il capoluogo della regione austriaca denominata Stiria (Steiermark). Sono arrivato da queste parti il primo Aprile 2016 e non ho idea di quanto tempo ci resterò.

Ingegnere elettronico di mezza età, vengo da Saronno dove ho vissuto con moglie e figli sin dal 2000, provenendo da Tivoli, dove sono cresciuto. A Milano ho lavorato per molti anni come progettista di circuiti integrati digitali nella sede di Vimodrone di Ericsson, seguendo finché mi è stato possibile una carriera piena di grandi esperienze professionali e di tante piccole soddisfazioni.

Poi un giorno le cose nella mia amata ex azienda sono cambiate. Il sito e’ stato ceduto ad una grande società di consulenza, cambiando pelle nell’arco di pochi mesi e non è stata più la stessa cosa. Lavorare in un ambiente dalle prospettive professionali non più chiare non faceva più per me, da sempre innamorato dell’allure e dalle tante opportunità offerte delle grandi Corporation. I musi lunghi, poi, una diffusa sensazione di catastrofe imminente, gli imboscati eccellenti, i baroni esageratamente remunerati e tanta gente stanca ormai di tirarsi sempre su le maniche per niente altro che il posto di lavoro hanno fatto il resto. Supportato da mia moglie, ho preso la decisione di saltare la barricata e provare qualcosa di diverso: un’esperienza all’estero.

A dire il vero, le opportunità di lavoro all’estero non sono mai mancate, specialmente negli ultimi anni. Il coraggio e la volontà di provare il brivido, però sono cominciati a crescere solo quando l’ambiente di lavoro in cui sono cresciuto e maturato era diventato una sorta di vicolo cieco. Negli ultimi dieci anni di carriera ho viaggiato molto per lavoro, avendo spesso a che fare con colleghi, clienti e fornitori di altri paesi. L’idea di trasferirmi all’estero quindi non mi ha mai spaventato. O meglio, non prima di firmare il contratto per un azienda con sede all’estero. La “fifa” e’ venuta dopo.

Sbarcando sulle rive della Mura, quindi, ho pensato che sarebbe stato divertente e forse anche utile, se non proprio per altri almeno per me stesso, scrivere una sorta di diario pubblico della mia esperienza. Non sono il primo ad aver fatto questo passo e non sarò l’ultimo. Anzi, mi auguro che molti nelle stesse mie condizioni trovino il coraggio di lanciarsi in queste “imprese” per non passare il resto della vita nel rimorso del “Come sarebbe andata a finire se …“.

 ∇

Oltre a fare l’ingegnere mi piacerebbe fare tante altre cose: il fotografo amatoriale, il ciclista, il chitarrista/pianista, lo scrittore/poeta, il giardiniere/orticultore, il cuoco, … eeeh …

Il mio sito (necessita’ di una ripulita): tiberiofanti.it

Il mio blog fotografico: “What the thunder said”

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