‘cause it’s my Life!

Oggi pomeriggio mi sono sentito chiedere come mai siamo disposti a spendere tanti soldi in un macchinoso trasloco, solo per portarci dietro una gran quantità di libri che abbiamo già letto, che difficilmente avremo la possibilità di leggere nuovamente e che i figli forse non avranno mai il tempo o la voglia di leggere, travolti dalla tecnologia che avanza. Libri, quaderni e altro materiale che tra l’altro potremmo forse essere costretti a spostare nuovamente chissà fra quanto tempo. E che dire degli arredi da parete e gli utensili da cucina, facilmente reperibili nell’onnipresente centro commerciale svedese? E i vestiti che abbiamo messo una sola volta nella nostra vita e probabilmente non metteremo mai più?

Spiazzato, ho saputo trovare una sola risposta: perché sono la nostra vita, la nostra memoria, che non vogliamo cancellare. E perché non abbiamo altro, oltre noi stessi e l’amore che ci tiene insieme.

Ω

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Un salame all’Autogrill

Ho fatto il viaggio dello scorso fine settimana insieme a un collega di Monza. La sua auto è molto più nuova, comoda e performante della mia: per cui al ritorno non mi sono neanche azzardato a proporre un equo scambio. E non credo che ne sarebbe interessato. Per chi è abituato a percorrere molti chilometri (e lui è davvero uno di quelli che si fanno la strada da Graz a Milano tutti i santi fine settimana), starsene seduto al posto del viaggiatore è una specie di tortura e posso immaginare che lo sia ancor di più se l’auto su cui si viaggia è rumorosa, scomoda e non perfettamente condizionata.

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Gita a …

Questo titolo mi ricorda tanto la famosa pagina della Settimana Enigmistica. Quella che si compila quasi da sé, basta avere un po’ di intuito e lanciarsi nelle risposte alle definizioni fotografiche del luogo visitato: il Duomo, la Collegiale, Piazza Unità d’Italia, Viale delle Rimembranze, … O mamma! Si avvicina la vera Estate e non posso andare in edicola a prendermi la tradizionale copia ferragostana della SE. Chissà che non la spediscano anche all’estero.

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Go0O0o0O0oal!

“È bastata una cannonata, hai detto basta e te ne sei annata …”

E così ho fatto anche l’esperienza dell’italiano all’estero che pur di riuscire a vedere la partita della nazionale se ne va, solo soletto, sotto il temporale e senza ombrello, nel locale più affollato della città, dove trovare dei perfetti sconosciuti connazionali con i quali urlare e perdere la voce alle gesta “eroiche” dei nostri calciatori.

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Trovata!

Non credo ai miei occhi e tanto meno alle mie papille, sia olfattive che gustative. Al primo vero tentativo sono riuscito a mangiare un ottima pizza, proprio a MehlPlatz (trad. Piazza della Farina), nel centro turistico di Graz, al pian terreno del così chiamato Palazzo Inzaghi e di fronte alla famosa bifora del GlockenSpiel. Un posto di solito affollato, ma non questa sera. Il temporale pomeridiano deve aver convinto la massa a starsene chiusa in casa.

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